Il Progetto Amemanera
AMEMANERA nasce dal desiderio di recuperare e reinterpretare il patrimonio musicale e narrativo del territorio piemontese attraverso una ricerca artistica che unisce tradizione e innovazione.
Il progetto prende forma dall’ascolto delle radici: antichi canti popolari, racconti tramandati oralmente, testi in lingua, memorie contadine e atmosfere legate ai luoghi del Piemonte diventano il punto di partenza per nuove composizioni originali, musica e testi. L’esperienza di Marco Soria in svariati stili musicali fa sì che Folk, Rock e Jazz si fondano in un sound unico e: “a me manera” (a modo mio).
L’obiettivo non è la semplice riproposizione della tradizione, ma la sua trasformazione in un linguaggio vivo e contemporaneo. Le sonorità acustiche si intrecciano con elementi moderni, creando paesaggi musicali in cui convivono memoria, sperimentazione e identità culturale.
AMEMANERA è anche un percorso di ricerca sul rapporto tra musica e territorio: ogni brano nasce da una ricerca linguistica sia per quanto riguarda i termini che la sonorità stessa delle parole. Storie e immagini che appartengono alla cultura piemontese e che continuano a parlare al presente.
Il progetto si sviluppa attraverso nuovi brani, concerti, registrazioni dal vivo, testi, documentazione audiovisiva e attività di approfondimento dedicate alla tradizione musicale e culturale del Piemonte.
Approfondimento
“A me manera” in Lingua Piemontese significa “A modo mio” .
E’ una lingua antica le cui prime tracce risalgono al Medioevo. Ogni oggetto, ogni luogo, pietra, albero, in questo territorio, ha un nome, ogni parola sa di storia antica con riferimenti a volte sorprendenti, a luoghi lontani, a battaglie e fatti storici.
Da allora la nostra gente ha lavorato, gioito, pianto, combattuto, inveito, cantato in questa lingua. Ecco perché l’Identità è la cosa più importante, la Cultura è un’albero con radici profonde, secoli di vita sul territorio, e al territorio si da e si prende, diventandone parte, in perfetta simbiosi.
Senza tutto questo non si è un popolo.
Ho sempre fatto ricerche e interviste ad anziani e personaggi del luogo, ultimi portatori di Cultura e saggezza per carpirne l’essenza e custodirne gelosamente il pensiero, gentile e lento come i loro passi, che sembrano non staccarsi dalla terra che calpestano e con cui sono un tutt’uno…..si appartengono a vicenda.
E le sere d’inverno da bambino, a seguire le partite a carte degli uomini di borgata, attorno al tavolo con gli Alpini e le loro canzoni, i cori, i sorrisi e qualche lacrima quando certe parole arrivano più nel profondo…..i reduci raccontano guardando il bicchiere…Fuori, la neve.
Il brano “A me manera” (circa 2001), storia di una “lingèra” (viandante senza fissa dimora del Piemonte ), fatto per un documentario RAI in pochi giorni e cantato da Danilo Sacco (compagno di banco alle superiori) è stata la prima pietra, e lasciato in un cassetto per anni. L’incontro con Marica Canavese, cantante dalla voce unica ed avvolgente, che all’ascolto di alcuni brani da il “la”per la creazione di un progetto nel 2010, con il nome AMEMANERA unendo il titolo del brano omonimo.
L’inizio di un connubio durato più di 10 anni, con la registrazione di due album, AMEMANERA, e BE’ICA ‘N PO’, con rielaborazione di brani storici dal 1100 al secolo scorso, ma soprattutto la creazione di brani originali testo e musica, tradizione ed evoluzione.
Un “sound” unico che tocca svariati stili musicali dal Folk al Rock al Jazz, mantenendo sempre grande attenzione alle melodie, dolci come le nostre colline.
In mezzo anche due Colonne Sonore, Ama la mia Terra, e Monfrà.
La soddisfazione di tanti premi, riconoscimenti,concerti in Italia e all’estero, viaggi interminabili….qualche delusione per l’ottusità di tante persone nei confronti di un progetto “dialettale”, come dicono alcuni senza capire….
Poi il Covid, durante il quale Marica lascia il progetto, e poi la ripartenza con i nuovi brani e una nuova veste cantautorale dove canto le mie canzoni, racconto la mia terra e la mia gente con la speranza di poter lasciare qualcosa o di risvegliare sentimenti che a volte non si sa di avere.
Perchè la terra ce l’abbiamo dentro, tutti!